RIMBORSO INTEGRALE DELLE PENSIONI COLPITE DALLA FORNERO. SCOPRI COME FARE!

Lunedì 3 agosto i pensionati che si sono visti detrarre gli adeguamenti delle pensioni a causa della riforma Fornero (da tre volte il minimo a salire, ovvero circa 1400€ lordi-1100€ netti) riceveranno il cosiddetto “Bonus (?) Poletti”, che in realtà, al di fuori della campagna elettorale del bugiardo seriale (Renzi), è un MALUS. A fronte dei 20 MLD di euro, necessari a restituire tutto il dovuto a tutti i pensionati, il governo, con questa manovra, rimborserà solo 2,2 MLD. Ogni pensionato colpito dalla Riforma avrebbe, infatti, diritto a ricevere in media circa 3000€, mentre, stando ai dati della CGIA, il MALUS POLETTI restituirà in media appena l’11% del dovuto. Per scoprire quanto vi sarà rimborsato potete consultare questa tabella:

 

Come potete notare l’adeguamento è valido solo per le pensioni che superano da 3 a 5 volte la minima. In pratica, a tutti i pensionati che percepiscono oltre i 3200€ lordi, nulla sarà corrisposto.

Vi chiederete, ma dov’è il problema? Il problema sta nel fatto che, con la sentenza n.70/2015, la Corte Costituzionale ha sancito l’ILLEGITTIMITÀ COSTITUZIONALE dell’art. 24 della riforma Fornero (201/2001), “nella parte in cui prevede che «In considerazione della contingente situazione finanziaria, la rivalutazione automatica dei trattamenti pensionistici, secondo il meccanismo stabilito dall’art. 34, comma 1, della legge 23 dicembre 1998, n. 448, è riconosciuta, per gli anni 2012 e 2013, esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a tre volte il trattamento minimo INPS, nella misura del 100 per cento»”. La sentenza (che potete leggere qui) non parla della possibilità di restituire solo in parte il dovuto, né tantomeno di escludere parte dei pensionati colpiti dalla Riforma. Il GOVERNO DEVE, dunque, RESTITUIRE TUTTI GLI ARRETRATI AI PENSIONATI.

Ma come può un pensionato far valere i propri diritti? Antonio Baldassarre, presidente emerito della Consulta, in un intervista rilasciata ad Affaritaliani.it afferma: “Se qualche pensionato interessato farà ricorso al giudice otterrà il riconoscimento del diritto ad avere un rimborso integrale“, e ne spiega anche il perché: “La Corte ha annullato la legge che costituiva il titolo giustificativo dei contributi versati negli anni passati. E una legge attuale non può regolare retroattivamente la materia fiscale. Bisogna vedere bene come è articolato il decreto di Renzi, ma in caso di ricorso o i giudici danno ragione direttamente ai ricorrenti o sollevano di nuovo la questione di fronte alla Corte Costituzionale“.

Quindi, invitiamo tutti i pensionati a compilare questo MODULO e consegnarlo nell’ufficio INPS di competenza. 

Ricordiamo, inoltre, che il recupero degli arretrati, sia del “Bonus (?) Poletti” che dell’importo complessivo, è possibile anche, con la presentazione di un’apposita domanda, per gli eredi. Infatti, come dice l’INPS, spetta anche alle pensioni “che al momento della lavorazione risulteranno eliminate. Il pagamento delle spettanze agli aventi titolo sarà effettuato a domanda nei limiti della prescrizione”(Fonte).

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